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IL LUPO È UN INGEGNERE AMBIENTALE

PERCHÉ IL LUPO È UN INGEGNERE AMBIENTALE?

Il lupo può essere considerato un ingegnere ambientale perché, anche senza modificare direttamente l’ambiente, influenza profondamente gli ecosistemi.

La sua presenza come grande predatore costringe le prede a cambiare comportamento, ad esempio riducendo il tempo trascorso a nutrirsi in certi luoghi o evitando le aree più rischiose. Questi cambiamenti hanno effetti a catena sulla vegetazione e sugli habitat naturali, contribuendo a regolare la crescita delle piante e l’evoluzione delle foreste.

In questo modo, il lupo aiuta a mantenere l’equilibrio e la salute degli ecosistemi naturali.

Scopri di più.

PERCHÉ CI IMPEGNAMO PER IL LUPO IN EUROPA

Segui passo passo la campagna europea:

La coesistenza uomo – lupo è possibile solo dove non c’ è ignoranza e pregiudizio e si mettono in pratica delle effettive misure di prevenzione. Strumentalizzare a fini politici il tema del lupo è purtroppo una realtà molto diffusa in Italia e altri Stati.
Approfondisci: Le fake news sul lupo (Progetto UE – LIFEWOLFALPS)

Lupi ed EcoTurismo:

wolf-watching un incredibile fonte di ricchezza economica

Il turismo naturalistico a tema lupo è una fonte sinergica di conservazione della natura e ricchezza territoriale per chi sa capirlo e gestirlo. Uno studio del 2022 sul Parco dello Yellowstone in Usa ha rilevato che Wolf watching ha generato  un reddito di  82 milioni  di dollari per le economie locali e ha garantito 3200 posti di lavoro

(www.greateryellowstone.org)

LEGGI – Guida all’ Ecoturismo  responsabile a tema lupo
(progetto  UE – LIFEWOLFALPS)

“L’Italia respinga la proposta di abbassare lo status di protezione”

Abbassare lo status di protezione del lupo, come propone la Commissione europea, sarebbe una decisione fondata non su solide basi scientifiche, ma su motivazioni squisitamente politico-elettorali. La proposta dev’essere quindi respinta: invece devono essere promosse, finanziate e rigorosamente applicate misure per assicurare la convivenza tra comunità locali e lupi – le uniche veramente efficaci ai fini della prevenzione – e garantita all’opinione pubblica una corretta informazione sulla diffusione e sul comportamento della specie e dei grandi carnivori in generale.

I ricorsi legali in Italia di Green Impact per la salvaguardia del lupo

I casi nel 2025

Il caso è attualmente aperto e in sviluppo.

Il 6 dicembre 2024, cinque organizzazioni per la protezione dell’ambiente e degli animali, tra cui Green Impact (Italia), Earth (Italia), One Voice (Francia), LNDC Animal Protection (Italia) e Great Lakes and Wetlands (Ungheria), hanno presentato un ricorso dinanzi alla Corte generale dell’UE per l’annullamento della decisione del Consiglio dell’UE del 26 settembre 2024, che ha definito la proposta di declassare lo status di protezione del lupo nella riunione del Comitato permanente della Convenzione di Berna. Il ricorso è stato accettato il 17 febbraio 2025 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE.

2024: il caso di Bolzano (Italia)

Il caso si è concluso con una sentenza emanata nel febbraio 2025 dalla Corte Amministrativa a favore del no killing.

Green Impact ha fornito supporto presentando un atto di intervento nel ricorso delle associazioni LEAL, ZAMPE CHE DANNO UNA MANO, LEIDAA e OIPA contro la richiesta di abbattimento di due lupi avanzata dalla Provincia di Bolzano. Il caso è particolarmente rilevante poiché solleva questioni di protezione delle specie, come il lupo, che è protetto dalla normativa europea, inclusa la Direttiva Habitat, la quale stabilisce misure rigorose per la conservazione delle specie selvatiche e dei loro habitat.

2023: il caso di Trento (Italia)

Il caso si è concluso con una sentenza della Corte Amministrativa a favore del no killing.

Green Impact ha fornito supporto presentando un atto di intervento nel ricorso amministrativo delle associazioni LEIDAA, OIPA ed ENPA contro la richiesta di abbattimento di due lupi presentata dalla Provincia di Trento. Inoltre, ha presentato una Dichiarazione firmata da Esperti Internazionali (hyperlink). Il caso giudiziario ha una rilevanza europea, poiché il lupo è una specie rigorosamente protetta dalla normativa europea (Direttiva Habitat). Nel tempo, la Corte di Giustizia Europea ha attribuito a questa protezione un’interpretazione sempre più restrittiva.
Le predazioni oggetto del provvedimento giudiziario sono riconducibili alla mancata adozione di misure di prevenzione da parte delle malghe (fattorie) coinvolte.

Lettera di 300 associazioni alla Commissione Europea

Decision on potential modification of the protection status of the wolf

La Commissione Europea e in particolare la von der layen hanno proposto di ridurre lo status di protezione del lupo nella Convenzione di Berna, declassandolo da “rigorosamente protetto” a “protetto”.

I lupi sono attualmente strettamente protetti dalla Convenzione di Berna e dalla Direttiva Habitat dell’UE. Questa decisione va quindi contro l’impegno europeo per la protezione e il ripristino della biodiversità finora portato avanti, ed è aggravata anche dalla possibilità che questo sia solo un primo passo verso l’ulteriore cambiamento della Direttiva Habitat.

La ripresa del lupo in Europa è un successo degli sforzi di conservazione dell’UE, ma ha generato conflitti con cacciatori e agricoltori. Questo è fondamentalmente dovuto al loro ritorno in aree d’Europa dove la convivenza era stata dimenticata. Per questo vogliono abbassare lo stato di protezione.

Questa decisione non ha un reale supporto scientifico e mette in pericolo la legislazione esistente.

Proteggere i lupi non è solo ecologicamente significativo, ma riflette il nostro impegno per la biodiversità, la coesistenza e la tolleranza. I lupi sono parte integrante del patrimonio naturale europeo, sostenendo l’equilibrio degli ecosistemi.

Noi abbiamo chiesto di preservare lo status rigorosamente protetto del lupo, sottolineando l’importanza della protezione rigorosa e delle misure preventive efficaci.