L’obiettivo ultimo dei progetti dedicati al randagismo canino è arrivare a un futuro in cui il randagismo non esista più. In Italia, tuttavia, il fenomeno rappresenta ancora una sfida significativa per la tutela degli animali e la gestione del territorio. Nonostante i progressi normativi, migliaia di cani continuano a vivere senza una famiglia, esposti a rischi sanitari e a condizioni di vulnerabilità. Le cause principali includono abbandoni, mancata sterilizzazione, gestione non uniforme tra regioni e carenze nei controlli.
Affrontare il randagismo richiede un approccio integrato che combini prevenzione, responsabilizzazione dei proprietari, campagne di sensibilizzazione e politiche pubbliche più efficaci. Ciò implica anche l’allocazione di finanziamenti pubblici adeguati e continuativi, indispensabili per garantire servizi efficienti, strutture idonee e interventi di lungo periodo.
Allo stesso tempo, è fondamentale valorizzare l’impiego di professionalità qualificate — veterinari, educatori cinofili, operatori dei canili e tecnici della gestione territoriale — per assicurare interventi basati su competenze solide e standard elevati di benessere animale. Solo attraverso un’azione coordinata tra enti locali, associazioni, professionisti e cittadini sarà possibile ridurre il numero dei cani vaganti e garantire loro protezione, benessere e reali opportunità di adozione.



